Sveva Giribaldi Laurenti Psicologa Psicoterapeuta
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La gioia e l’ansia di diventare mamme

Essere madri al giorno d’oggi costituisce un’esperienza genitoriale diversa rispetto a qualsiasi periodo precedente.

La donna, infatti, non riveste più unicamente il ruolo di “angelo del focolare”, ma indossa contemporaneamente gli abiti di diverse figure: madre, lavoratrice, moglie, compagna, manager della propria casa … in tutto questo turbinio di ambiti ed incombenze diverse, però, essa non vuole rinunciare alla grande opportunità che le viene offerta dalla natura: quella di essere mamma. Questo ruolo, che un tempo si svolgeva in maniera più spontanea ma anche più inconsapevole, oggi richiede, anche a causa delle pressioni sociali a cui vengono sottoposte le famiglie, maggiore attenzione e, in certi casi, desta preoccupazione ed ansia nelle neo-mamme: senso di inadeguatezza, standard eccessivamente elevati, desiderio di perfezionismo possono generare frustrazioni e sentimenti di paura nei neo-genitori. I modelli sociali di “madre” proposti/imposti da un tipo di marketing che troppo spesso promuove il prodotto dimenticandosi dell’individuo, sottopongono la futura mamma ad un’ansia da performance sostenuta da un ideale di perfezionismo che dovrebbe essere estranea alla maternità e riempie d’ansia uno dei momenti più importanti della crescita personale della donna.

I momenti di stanchezza vengono vissuti come carenze, lo stress a cui è sottoposta la coppia nei primi mesi della vita del bambino viene scambiato per disorganizzazione, la richiesta di aiuto come incapacità.

Sarebbe importante che la neo-mamma fosse informata sui grandi cambiamenti che avvengono in lei sia dal punto di vista fisiologico sia psicologico nella fase del puerperio: questo perché in questo modo riuscirebbe ad accettare più serenamente le défaillance in cui naturalmente incorre e a vivere più intensamente il rapporto con se stessa e con il bambino. Questi cambiamenti riguardano, naturalmente, il fronte neuroendocrino, per cui è molto frequente che nei giorni immediatamente successivi alla nascita del neonato, la madre si trovi immersa nei cosiddetti blue days, una sorta di malinconia post-partum che se limita la sua durata a qualche giorno dopo l’evento, è una condizione molto normale e diffusa. Naturalmente nel caso in cui questa fase perdurasse o la malinconia si aggravasse, sarebbe opportuno rivolgersi ad uno specialista.

Ma i cambiamenti più grandi, a cui si faceva riferimento, riguardano soprattutto la nuova organizzazione della famiglia: i primi tre mesi dopo l’arrivo del neonato a casa vengono anche chiamati “i mesi dell’allarme”. Non perché vi sia realmente alcun allarme in atto, ma perché la coppia deve riorganizzare le proprie abitudini in funzione del nuovo arrivato che ovviamente è del tutto dipendente dagli adulti. Queste nuove abitudini possono andare dall’alternarsi nei momenti di necessità notturni del neonato al nuovo modo di spostarsi per andare a trovare i nonni o gli amici portando con se’ qualcosa di più della borsetta al braccio o del portafogli in tasca. Insomma si entra in un nuovo modo di pensare e, come tutte le volte che ci si affaccia a qualcosa di nuovo, si attraversa un periodo di crisi (o di allarme, appunto, dovuto ai vari cambiamenti che procedono, naturalmente, “per prove ed errori”) che però porterà ad una grande crescita personale e di coppia. L’aspetto più importante di questo periodo è quello di considerarlo, appunto, un periodo, una fase che svolterà in un rapporto estremamente appagante e più completo, perché ci sarà il nuovo arrivato in più a portare un grande contributo alla famiglia.

Per fronteggiare questa crisi iniziale sono consigliati ad entrambi i genitori alcuni atteggiamenti: sarebbe importante cercare di essere realisti, soprattutto per le mamme, e non identificarsi in modelli irraggiungibili di madri sempre in ordine e sorridenti. Non è proprio così: qualche volta non dormiamo, ci alziamo e quello che vediamo allo specchio non ci piace per niente; allora ci scoraggiamo, ci sentiamo inadeguate e pensiamo che le altre sono tutte più brave/organizzate/migliori di noi. Non è vero: dimentichiamoci le super-mamme e facciamo tutto il possibile per essere mamme “sufficientemente buone” (come ci insegna il grande pediatra e psicologo Winnicott). Solo così potremo affrontare lo stile agonistico che troppe volte ci assale anche inconsapevolmente riempiendoci di rabbia e togliendo gioia ai momenti più belli.

Un altro aspetto importante è quello di ridurre le aspettative: una volta venuto al mondo il bambino non è detto che le cose vadano come ce lo eravamo aspettato. Forse credevamo di essere più pazienti o di essere più autorevoli o che sarebbe stato più facile ottenere alcuni risultati. Nei primi mesi non c’è niente di importante per il neonato oltre alle sue naturali funzioni fisiologiche e al sentirsi amato. Per sentirsi amato il bambino conta anche sulla fisicità, abbracci, baci, massaggi. Per tutto il resto c’è tempo, comprese le pulizie della casa o l’ordine nelle stanze. Cerchiamo di stare sul momento presente e viviamo con gioia il contatto con il nuovo arrivato. Questo calmerà lui e noi.

Infine un altro importante aspetto su cui le madri italiane sembrano avere una particolare difficoltà è la richiesta di aiuto: dedicatevi un po’ di tempo, che sia tutto per voi (come una SPA o una seduta di Yoga) o che sia dedicato al lavoro (anche questo aiuta i neo-genitori a riprendere i rapporti con la quotidianità) trovate qualche momento per gratificare voi stesse al di fuori della maternità. Il rientro a casa sarà accompagnato da un senso di soddisfazione che vi aiuterà a sopportare anche i momenti pesanti.

Infine considerate sempre che vi trovate coinvolti in un’esperienza complessa e meravigliosa che porterà una gioia che crescerà con il crescere della famiglia. Buona avventura!


Dott.ssa Sveva Giribaldi Laurenti
Psicologa Psicoterapeuta a Perugia

Dott.ssa Sveva Giribaldi Laurenti Psicologa Psicoterapeuta
Perugia

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Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi dell'Umbria n. 856
Laurea in Psicologia Clinica - Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
P.I. 03137660548

 

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