Sveva Giribaldi Laurenti Psicologa Psicoterapeuta
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Il padre degli studi sul trauma psicologico: Pierre Janet

Pierre Janet, è stato un filosofo ed uno psicologo di grandissimo rilievo a cavallo fra il XIX ed il XX secolo ed i suoi studi continuano tuttora a rappresentare una pietra miliare imprescindibile per il ramo della psicotraumatologia.

Egli nacque a Parigi nel 1859 e vi morì nel 1947. Studiò all’Ecole Normale Superieure dove ebbe modo di conoscere e stringere amicizia con il filosofo Henry Bergson. Nel 1882 vinse il concorso dell’Agregation de Philosophie che permetteva l’insegnamento nei Licei. Successivamente, dal 1883 al 1889 egli fu professore al Liceo di La Havre dove ebbe modo di seguire il caso di Léonie, una donna affetta da isteria che riusciva ad ipnotizzare anche a distanza. I risultati di queste ricerche furono pubblicati sulla Revue Philosophique negli anni fra il 1886 ed il 1889. Essi divennero la parte principale della sua tesi per il Doctorat ès Lettres intitolata L’Automatisme psychologique (pubblicata nel 1889) che riscosse un’enorme risonanza. Dopo la laurea Janet ritornò a Parigi per iscriversi alla Facoltà di Medicina dove si laureò nel 1893 con la tesi L’état mental des istériques. Janet scelse questo argomento anche perché aveva già avuto l’occasione di lavorare all’Ospedale della Salpetriere sotto la guida del grande neurologo Charcot. Nel 1890 divenne direttore del Laboratorio di Psicologia dello stesso Ospedale. Otto anni più tardi insegnò Psicologia Sperimentale e Comparata all’Università della Sorbona ed in seguito successe a Ribot al Collège de France dove insegnò dal 1902 al 1934. Nel 1904, intanto, aveva fondato, insieme all’amico George Dumas, la rivista Journal de psychologie normal et pathologique. Janet, presto, assunse in Francia una grandissima notorietà che però fu rapidamente offuscata dalla nascita della psicoanalisi a Vienna ad opera di Freud, di cui Jung ed Adler, almeno all’inizio, furono entusiasti sostenitori e artefici della sua diffusione in tutta l’Europa e oltre. Ritenendo che il medico viennese avesse utilizzato parte delle sue idee senza averlo riconosciuto, Pierre Janet fu sempre piuttosto critico verso Freud: infatti, nel 1913 partecipò al Congresso Internazionale di Medicina a Londra dove, nella sezione dedicata alla Psichiatria, era previsto un incontro sulla Psicoanalisi. Janet approfittò dell’occasione per attaccare Freud accusandolo di aver utilizzato le sue teorie senza avergliene riconosciuta la paternità. Fu Jung che in quell’occasione si assunse l’incarico di difendere la teoria psicoanalitica: i tempi del distacco fra i due grandi medici erano ancora lontani.

Ancora oggi lo studio e la ricerca contemporanea sui disturbi dissociativi in seguito ai traumi sono arricchiti dal dibattito che ebbe origine dallo scontro fra i due studiosi. Infatti, secondo Pierre Janet, la mente sarebbe costituita da strutture e funzioni disposte in maniera gerarchica: nel suo modello, i livelli mentali superiori, il cui vertice sarebbe rappresentato dalla funzione di realtà, richiedono un’enorme quantità di energia, mentre i livelli inferiori avrebbero un funzionamento di fatto automatico. Nel caso dei traumi, però, l’orrore degli eventi vissuti, comporterebbe un funzionamento alterato di queste strutture automatiche e conseguentemente un calo di energia ai livelli superiori. I livelli inferiori, quindi, privi di una guida cosciente, si troverebbero in uno stato “sub-cosciente” ed esibirebbero gli automatismi psicologici che di solito non appaiono e che sono rappresentati dai sintomi post-traumatici. Per questa ragione Janet considerava l’isteria come il risultato del fallimento delle funzioni mentali superiori che dovrebbero esercitare una sintesi sugli stimoli provenienti dalle strutture inferiori. Freud, invece, insistette soprattutto sul concetto di “difesa dell’Io”: il medico viennese, quindi, riteneva importante intervenire sulle resistenze che avrebbero impedito il superamento della barriera delle difese, mentre Janet utilizzava tecniche volte ad incrementare le capacità della sintesi mentale.

Pierre Janet è considerato il padre della psicotraumatologia e fu il primo studioso dei fenomeni isterici a proporre un modello suddiviso in fasi allo scopo di curare la dissociazione ravvisabile nelle sue pazienti e portarle all’integrazione della loro personalità. Il suo modello costituisce ancora oggi una guida importante per la terapia del Disturbo Post-traumatico da Stress Complesso e per i Disturbi Dissociativi. Si tratta di un modello suddiviso in tre fasi in cui viene data una particolare rilevanza al rapporto fra paziente e terapeuta che deve meritarsi la fiducia e l’apertura del paziente in un clima di autentica condivisione emotiva. Il soggetto che racconterà gli eventi traumatici subiti, infatti, ha il diritto di ricevere attenzione e sensibilità da chi lo ascolta, per questo Janet raccomanda la massima delicatezza nell’accoglienza di questi racconti. Janet morì nel 1947 in seguito ad una congestione polmonare e fu seppellito nella tomba di famiglia a Bourg la Reine.

Lo scopo della cura di questi pazienti, quindi, rimane sempre quello di offrire loro la possibilità di vivere un sé completo e unificato e di progettarsi una vita piena e appagante.

 


BIBLIOGRAFIA

  • Ellenberger H., La scoperta dell’inconscio. Storia della psichiatria dinamica, Bollati Boringhieri, 1980
  • Janet P., Trauma, coscienza e personalità. Scritti clinici di Pierre Janet, Raffaello Cortina Editore, 2016
  • La Rosa C., Onofri A., Dal basso in alto (e ritorno …), Edizioni Apertamenteweb, 2017
  • Ross A. C., Halper N., Trauma model Therapy, Giovanni Fioriti Editore
  • Knipe J., EMDR Toolbox. Teoria e trattamento del PTSD complesso e della dissociazione, Giovanni Fioriti Editore
  • J. L. Herman, Guarire dal trauma, Edizioni Ma. Gi., 2007

Dott.ssa Sveva Giribaldi Laurenti
Psicologa Psicoterapeuta a Perugia

Dott.ssa Sveva Giribaldi Laurenti Psicologa Psicoterapeuta
Perugia

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Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi dell'Umbria n. 856
Laurea in Psicologia Clinica - Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
P.I. 03137660548

 

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